Torna a Visita Città Piazza Garibaldi - Palazzo Vitelli - Rivellino - Palazzo Sgarroni - Museo e Palazzo del Comune

Torna a inizio paragrafo1) E' subito in questa Piazza straordinariamente grande per un paese di tremila abitanti che inizia l'incontro con Cetona, la sua storia e la sua singolare realtà urbanistica. Questa piazza è ...un sogno mancato e ...capovolto. Poco dopo la metà del '500 il Marchese di Cetona Gian Luigi Vitelli, detto Chiappino, elaborò un progetto per rendere più prestigioso l'accesso all'angusto borgo medievale. A quel tempo l'unica strada che portava al paese di Cetona era quella che oggi vediamo uscire fra la torre del Rivellino e il bar prospiciente. Chiappino fece costruire due palazzi con porticato che inquadrassero il vasto spazio, delimitato in fondo dalla vasta Chiesa di S.Michele. (A sinistra il palazzo ed ilporticato sono ancora visibili, a destra sono rimasti inglobati nel palazzo Gigli, sede del Monte dei Paschi di Siena). In questa grande area nei due secoli successivi sono stati costruiti, senza un preciso piano, case e palazzi tanto da annullare l'effeto scenografico voluto dal progettista. Nel 1873 fu poi inaugurata la strada che da Sarteano conduce alla Cassia e che lambisce Cetona dalla parte opposta dell'originario accesso cinquecentesco. Da quel momento l'ingresso alla piazza fu quindi capovolto. Adiacente al porticato, la confraternita dei "Fratelli dell'Annunziata" avrebbe costruito la porpria sede; sull'altro lato Chiappino si era impegnato a edificare il Convento delle monache. La Chiesa dell'Annunziata iniziò e finì. Il convento iniziò ma ci mise lo zampino il Vescovo. Un convento di clausura fuori dalle mura, proprio no! E tra il Vescovo ed il Vitelli fu lite seria. Donna Virginia Savelli, moglie di Gian Vincenzo, figlio di Chiappino, fu l'unica della famiglia Vitelli a risiedere abitualmente a Cetona e fu lei a decidere. Il monastero si farà sotto la rocca e vicino alle mura (per la costruzione si potranno prendere le pietre delle torri rovinate del castello) e il convento in costruzione terminerà come loro casa. E sarà una bella casa. Come quella che avevano a Città di Castello, loro paese naturale. Ci sarà devanti tutta una bella piazza, come quella dei Cavalieri di S.Stefano, di cui Chiappino era "conestabile", nella loro sede di Pisa.

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Torna a inizio paragrafo2) Il palazzo Vitelli, pur rimaneggiato, conserva ancora la sua imponenza, soprattutto all'interno.

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Torna a inizio paragrafo3) Mentre il Rivellino è rimasto, la porta d'ingresso al castello no, Si apriva tra il Rivellino e la fattoria "Grotanelli" attaccandosi alle mura che scendevano in verticale dfalla "cittadella". Una serie di stemmi sulla parete dela Stazione dei Carabinieri ci assicura che quello era il Palazzo di Giustizia. Lì il cancelliere, con l'apporto qualificato dei "priori" sotto la responsabilità giuridica del "notaio", faceva il "sindacato" cioè, dopo appropriate indagini, decideva secondo le norme stabilite dallo Statuto del Comune, tutt'oggi esistente in una copia cinquecentesca nell'archivio comunale.

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Torna a inizio paragrafo4) Proseguiamo oltre il rivellino e salendo, sulla destra, ci accompagna l'imponente costruzione del settecentesco palazzo Sgarroni attaccato al non meno grande palazzo Bocchi Bianchi. Sotto un arco, l'ingresso alle piccole case di "campo dei fiori" (una strada porta ancora questo nome) e tra esse quella di Lionello Balestrieri. Il toponimo "campo dei fiori" ricorda gli orti entro le mura pronti a far fronte alle necessità in caso di assedio. Sulla sinistra, una stradetta a gradoni porta a "cittadella" ed all'inizio di una caratteristica passeggiata sotto la "rocca".

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Torna a inizio paragrafo5) Continuando incontriamo il Museo ( )e quindi il Palazzo Comunale, già Palazzo Minutelli. E' un classico esempio di costruzione borghese primo ottocento. Bella la scala di accesso, ricche le porte intagliate, eleganti tre sale (Consiliare, del Sindaco, Giunta) ornate con pitture del Castelletti. Nel piano terra è possibile visitare il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona. Proseguendo, la strada si fa più stretta e curva in senso antiorario salendo a chiocciola verso la Rocca.

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