Torna a Visita CittàMonastero della SS. Concezione - Edicola Votiva - Cittadella - Capperoni

Inizio paragrafo9) Tornati indietro, riprendiamo il tracciato stradale che segue naturalmente la struttura collinare del terreno. Fatti una cinquantina di metri, ad un livello più basso, si apre sulla destra un'arcata di una certa solennità. E' l'ingresso "alle monache", cioè al monastero. Ed è una nuova sorpresa. Lo "stradone" è piuttosto una vera piazza quasi sempre ornata di fiori. Alle nostre spalle la grandiosità della costruzione rettangolare che ospitava i locali delle monache (ora case private), davanti, l'orto-giardino nella cui parte terminale, ad un piano più elevato e chiuso da un cancellino, il loro piccolo cimitero. Il tutto entro il perimetro segnato dalle mura e dalle torri quadrangolari che ad essa si innestano. Le mura e le torri non sono imponenti. E' una normalissima cinta muraria a difesa dela sommità di una collina. Tutto fa pensare ad una "città murata" di origine ed impostazione longobarda. Ma lo sguardo va più lontano nel tentativo di fissare per sempre le multiformi immagini dell'ultimo lembo della Val di Chiana. Proprio davanti alla collinetta che nasconde Chiusi, è il "Colle dei Cavalieri" e tutta la piana sulla sinistra è terra toscana. Appena a destra un ben marcato semicerchio, quasi a sottolineare la base di una collinetta sempre verde, è "l'Argine di Clemente". Da lì con tutte le colline che chiudono l'orizzonte fino al monte Subasio, è terra umbra.

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Inizio paragrafo10) Quando la strada si chiude e piega in uno scosceso angolo retto non ci accorgiamo più di uscire fuori dal perimetro della "città murata". Nascosto ed inglobato nell'ultima casa a destra è un secondo "rivellino" per la difesa della seconda porta. Le mura, ora coperte dalle case di sinistra, scendevano e salivano verso la "cittadella". Le abitazioni di fronte sono tutte posteriori al 1500.

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Inizio paragrafo11) "Cittadella" è un'altra terrazza deliziosa. Le mura, con ogni probabilità, seguivano l'attuale faccita delle case e la collina sprofondava nello sconvolto terreno sottostante. Sola, sulla destra, circondata da un burrone, era la vecchia Chiesa di S.Michele mantenuta dalla gente di campagna: la sentivano tutta loro perché indifesa ed esposta ad ogni razzìa così come le loro povere case. Nella collinetta davanti un torrione di avvistamento di cui resta ancora traccia. Tutta quella collina è oggi il "Parco Terrosi". Un parco ed una villa di tutto rispetto nata all'alba del 1800 e continuamente abbellita: viali, giardini, granai, grotte arricchite da statue e rivestite di pietre stalagmitiche, tombe etrusche ricostruite su misura per ospitare le "urnette" ritrovarte nella zona. All'interno un magnifico parco, quasi orto botanico, ricche di piante esotiche portate di volta in volta dai proprietari che si sono succeduti. Alle nostre spalle l'attuale ingresso di quella che fu la Rocca di Cetona. Di essa non resta che "il maschio", coperto da un'abbondante tettoia.

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Inizio paragrafo12) Tornando a scendere per "capperoni" (il nome si richiama alle mura sempre ricoperte da piante di cappero), troviamo sulla destra, via dello Spedale. Le varie confraternite che nimavano la comunità cristiana di Cetona mantennero queste case aperte ed "ospitali" ai malati e pellegrini.

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