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Romitorio di S.Maria in Belverde

Un importante centro Francescano è situato a un'ora di cammino dal paese, a tre chilometri dall'antico convento di S.Francesco, passando per le Carbonaie, o per la Via della Montagna o Via S.Antonio, a ridosso di una superba scogliera, sotto il Biancheto: il romitorio di S.Maria in Belverde è vicinissimo alle caverne preistoriche. Il visitatore che si reca fin lassù è ben compensato della fatica: oltre che ammirare il Romitorio che è pregevole dal lato artistico, storico e religioso, un immenso panorama si stende davanti a lui e il romitorio del santo occhieggia grazioso tra i cipressi e si nasconde al visitatore. Dalla modesta chiesa del romitorio spira un'aria di pace che il cuore ne rimane tutto pervaso. A pochi metri da Belverde, sotto l'enorme scogliera del Biancheto che altissimo si eleva a un fianco della chiesa, vi è una caverna preistorica, detta appunto grotta di S.Francesco, la cui entrata è nascosta da lecci. In essa, così è la tradizione, il Poverello d'Assisi si recava ai piedi di una rozza croce per pregare: anche ora, nel mezzo della prima camera della caverna, vi è una pietra con sopra una croce. E il santo e i seguaci non potevano trovare altro migliore luogo per accostarsi alla Divinità: il luogo è infatti solitario e bello, e dalla volta dell'ampia caverna a tratti si scopre un po' d'azzurro e tra i rami il sole gioca bizzarri disegni di ombre, tanto che tutto sembra animarsi e parlare. Intorno una selva fitta di lecci e di querci rende il paesaggio montano davvero suggestivo. Il Romitorio di Belverde è di poco posteriore a quello del vicino Monte Pessulano. Fu fondato dal Conte Niccolò della Corbara, nobile orvietano diventato terziario francescano, risale al 1367 circa. Secondo un vecchio manoscritto il fondatore volle avere: "...Chiese tre invece di una e per riverenza della SS. Trinità e per avere più comoda occasione di contemplare diversi sistemi divini che si rappresentano nella diversità delle chiese". La chiesa, infatti, con facciata principale a doppio spiovente, preceduta da un portico a quattro arcate a tutto sesto, aggiunto molto probabilmente in epoca quattrocentesca, ha un aspetto singolare: costruita su due livelli è suddivisa in tre Oratori dedicati rispettivamente a Cristo Salvatore, alla Vergine Maria e a Santa Maria Maddalena. L'oratorio inferiore, dedicato alla Beata Vergine, presenta affreschi trecenteschi che vengono attribuiti al pittore orvietano Cola Petruccioli: sulla parete di fondo la "Crocifissione", sulla volta "I quattro Evangelisti", "Madonna col Bambino" e i tre santi raffigurati di fronte all'Annunciazione. I restanti affreschi sono da attribuire ad artisti minori di scuola orvietana. Nell'oratorio centrale, dedicato al SS. Salvatore, sono di un certo interesse i riquadri raffiguranti "Storie della vita di Cristo" ed attribuiti al pittore orvietano Piero di Puccio. La cappella superiore, dedicata a S.Maria Maddalena, presenta storie della Santa, affreschi attribuibili a Cola Petruccioli, mentre le sottostanti "Cattura di Cristo" e "Cena a Betania" sono opera, probabilmente, di Andrea di Giovanni artista orvietano.